HomeSOGGETTAZIONE (NUOVO SOGGETTARIO)1. Parte Generale1.10. SINGOLARE E PLURALE

1.10. SINGOLARE E PLURALE

 

 Per sapere se un termine deve essere usato al singolare o al plurale, occorre riferirsi al principio della numerabilità. Si usa il plurale quando si risponde alla domanda quanti. Si usa il singolare per concetti non numerabili (concetti di massa) che rispondono alla domanda quanto, e per i concetti astratti.

 

I termini stranieri non si pluralizzano (film, alphorn), con qualche eccezione es. Lieder.

 

Per gli organi del corpo, si usa il plurale quando sono due o più di due (polmoni, occhi, vertebre).

 

Per le figure geometriche si usa il plurale (quadrati, triangoli etc.).

 

Ci sono categorie e faccette tendenzialmente plurali ed altre tendenzialmente singolari. Ad es. in genere sono plurali i termini delle faccette Oggetti, e Organismi, e singolari quelli delle faccette Attività e Materia. Ma con eccezioni.

 

Eccezione al plurale per oggetti e organismi con il significato di insiemi (abbigliamento, bigiotteria, equipaggiamento militare, flora, vegetazione), oppure per termini che indicano sia la pianta che il prodotto (grano).

 

Eccezioni al singolare quando in una categoria non numerabile si trovano termini che caratterizzano insiemi di fenomeni, es. all’interno della categoria AZIONI, per la faccetta Discipline, termini che si riferiscono non a una singola disciplina ma a raggruppamenti di discipline (Scienze naturali, Scienze della terra, Discipline umanistiche), e per la faccetta Attività termini come trasporti, attività commerciali, arti decorative, giochi, celebrazioni. All’interno della categoria COSE per la faccetta Materia termini come disinfestanti, minerali, resine, alimenti. E come queste altre eccezioni che si potranno trovare nel Thesaurus, o che si potranno individuare secondo questi criteri. Nella tabella delle categorie, par. 1.17., è indicata la tendenza per ogni faccetta.

 

Di norma non ci potrà mai essere scostamento categoriale all’interno di una faccetta per distinguere una classe da un insieme di individui (es. non si fa distinzione fra donna in senso astratto e donne in senso concreto, ma si usa sempre il termine donne in quanto numerabile). Tuttavia ci possono essere casi un cui convivono sia la forma singolare che quella plurale (Principio dello scostamento categoriale) quando due termini appartengono rispettivamente a due faccette diverse (es. scultura faccetta attività; sculture faccetta oggetti; legno faccetta materia; legni faccetta oggetti).

 

Un caso particolare di uso del singolare di termini previsti come plurali, si trova in un rapporto di appartenenza nei confronti di nomi propri o di toponimi, ed è detto classe di uno a significare una variante sintattica accettata in quanto, nei confronti di quel particolare nome proprio o toponimo sarebbe una forzatura l’uso del plurale.

 

 

Bembo, Pietro – Biblioteca (per un volume dal titolo: La biblioteca del cardinal Pietro Bembo)

 

 

Milano – Centro storico

 

Per altri esempi riguardanti i toponimi, v. par. 1.13.3., 4C1.P1.2., 4D1.C1.1., 4G1.S1., e per un esempio riguardante un nome di persona, v. par. 4A1.A2.1.  

 

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