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AAPP2.1. CARTA D'IDENTITÀ

 

 

 

 

Il sistema chiede automaticamente le qualificazioni quando ci si accinge a descrivere un titolo.

Le qualificazioni sono espresse in codici:

 

CODICE DI NATURA (negli specchietti abbreviato in: Natura)

 

 

CODICE DI PAESE (negli specchietti abbreviato in: P):

 

Si usa il codice dello stato moderno. Se il luogo è falso o immaginario, ma si individua il paese effettivo, si usa quello.

 

Se non si identifica il paese si usa il codice di paese indeterminato un.

 

 

In sede di catalogazione a livelli, il codice di paese deve essere registrato sia nella notizia superiore che in quelle inferiori.

 

CODICE DI LINGUA (negli specchietti abbreviato in: L).

 

Le lingue si indicano fino a 3; oltre, si indica la prima e come seconda si scrive mul; se non si identifica la lingua si scrive und, e se manca il testo abs.

 

 

In sede di catalogazione a livelli, il codice di lingua deve essere registrato sia nella notizia superiore che in quelle inferiori.

 

CODICE DEL TIPO DI DATA (negli specchietti abbreviato in: Fd, a cui fa seguito la precisazione: D 1 o: D 1-2 a seconda che sia obbligatoria solo la prima data o anche la data finale).

 

Si ricorda che comunque un'indicazione di data è necessaria.

 

Se il codice di tipo data è F (data unica incerta in una pubblicazione in uno o più volumi) occorre indicare una data presunta, esprimibile con un intervallo fra due estremi cronologici, in questo caso come D 1-2.

 

CODICE RIGUARDANTE IL TIPO DI MATERIALE (negli specchietti abbreviato in: Tm)

  

IMPRONTA: Per il trattamento dell’impronta, v. AAPP3

 

In questa sede, se si ha un esemplare con varianti si indica.

 

Nelle edizioni con varianti si collegano più impronte con un’unica notizia e in nota all'impronta si indicano le varianti.

 

Le opere rilegate non correttamente vanno ricostruite nell'esatta sequenza aiutandosi con le segnature prima di ricavare l'impronta.

 

Se però in fondo non c’è il Registro (elenco delle segnature), un indice che in una copia venga rilegato all’inizio e un’altra in fondo, può dar luogo a impronte diverse (in genere l’indice ha una segnatura diversa dal testo, es. caratteri minuscoli, asterischi, etc.).

 

Quindi l’impronta è importante, ma non sempre individua con sicurezza un documento, e talvolta impronte molto simili potrebbero far pensare a emissioni diverse, mentre possono riguardare edizioni del tutto diverse.

 

 

 

 

DATA: Se sul documento vi è una data non corretta, si mette quella giusta.

 

 

Area della pubbl.: MCDXXI [i.e. 1621]
Carta d'identità: 1621

 

 

Se la data figura in nota, ma è data certa, ricavata da fonti esterne, il tipo di data è D.

 

 

Nota: 1590.
Carta d’identità: Tipo data D, solo data1 1590

 

 

Se la data che figura in nota è probabile  (desunta da dedica, imprimatur, prefazione) il tipo di data è D.

 

 

Nota: Dedica datata 1690
Carta d’identità: Tipo data D, solo data1 1690

 

 

Se la data che figura in nota è presunta o approssimativa va espressa con un intervallo di date estreme: il tipo di data è F e si danno le due date come data1 e data2.

 

Nota: Pubblicata fra il 1565 e il 1593 anni di attività dell’editore
Carta d’identità: Tipo data F, data 1 1565, data 2 1593

 

 

 

Se la data è a cavallo fra due anni (es. rivoluzione francese), il tipo di data è G e le due date sono scritte rispettivamente come data1 e data2.

 

 

Nella catalogazione a livelli, se nella descrizione della notizia superiore ci sono entrambe le date, il tipo di data è G, le date estreme sono scritte come data1 e data2, e le singole date sono riportate nella carta d’identità del livello inferiore a cui si riferiscono.

 

 

Nella catalogazione in parti, le date delle parti riportate in nota non vanno in carta d’identità.

 

 

 

Nel caso di edizioni con varianti con date diverse, si mette la prima in ordine cronologico.

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