HomeLIBRO ANTICOAD. DESCRIZIONEAD01. NORME GENERALIAD01.3.a) TRASCRIZIONE

AD01.3.a) TRASCRIZIONE

 

 

 

 

ABBREVIAZIONI di uso corrente con lettere soprascritte: queste si riportano sulla riga e le abbreviazioni hanno il punto o no secondo l’uso della lingua.

 

-

ecc.mo

ill.mo

ser.ma

Rep.

mag.

ven.

Mlle

Sig.ra

Mr

S.r

Dr

D.r

Gio:

Io:

 

 

 

 

 

S. oppure  s.  (per Santo o santo, Santa o santa)

 

R. oppure  r  (per Regno, Regio o regio, Regia o regia, Reale o reale, etc.)

 

SS. oppure  ss.    (per Santi o santi, etc.)

 

rr.    (per regi, regie, reverendi, etc.)

 

d. (per don o dom, dominus);   p.  (per  padre);   f. oppure  fr. (per frate, frater, etc.)

 

 

Si usano le abbreviazioni [et al.], [i.e.]. Gli elementi mancanti nell’area della pubblicazione non si sostituiscono con [S.l.], [s.n.] a differenza dalle regole sulle risorse moderne (v. par.AD05.).

 

Ricordare inoltre che cm, che non è una abbreviazione, si scrive senza puntino, a meno che non segua l'area delle note. La tendenza comunque è a non abbreviare, e spesso abbreviazioni introdotte per un’area, non sono compatibili in altre aree.

Così p. (per pagine), ill., color. e tav. si usano solo in area 5 (area della descrizione materiale), e nelle note se riferite a quell’area.

 

Da notare per contro che non si abbreviano mai le parole carte, colonne, ritratto, e per le monografie anche volume/i. E inoltre calcografico, corsivo, gotico, romano, xilografico, e le forme corrispondenti femminili o plurali.

 

Segue una esemplificazione delle parole che più comunemente si tenderebbe ad abbreviare, mentre debbono essere scritte per intero: appendici, attribuito, autore, collezione, editore, frontespizio, oblungo, parte, pubblicato (o) pubblicazione, riproduzione, ristampa, segnatura, supplemento, titolo, traduzione, variante.

 

 

ACCENTI E SEGNI DIACRITICI mancanti non si aggiungono, salvo nelle minuscolizzazioni di caratteri maiuscoli, se dall’interno del volume si comprende che questo è l’uso.

 

BARRA: / si rende con virgola quando ha questo significato.

 

 

CARATTERI DEL TESTO

Nel testo non si seguono le maiuscole indicate sulla fonte.

Come nella catalogazione del libro moderno è maiuscola l’iniziale della prima parola di ogni area e di ogni titolo, e altri casi previsti dalle regole delle singole lingue (es. in tedesco, le iniziali dei sostantivi; in inglese i nomi dei giorni e dei mesi; in inglese e in latino gli aggettivi derivati da nomi propri).

 

I caratteri minuscoli si trascrivono come si trovano e non si trasformano mai in maiuscoli, neanche se si tratta di nomi di persona o di città, salvo l’iniziale della prima parola di un’area e della prima parola di un titolo presente in area 1.

 

I, o J = i (ma IJ finali si trascrivono ij e la I maiuscola finale più grande si trascrive I)

 

Per la trascrizione da maiuscole a minuscole di V e VV si segue possibilmente l’uso della risorsa stessa (cioè la forma che viene usata all’interno nel testo normale).

 

Se l’uso è incerto o non è possibile determinarlo, V e VV maiuscole si trascrivono secondo l’uso linguistico moderno.

In genere però per le risorse monografiche più antiche, si riscontra l’uso:

 

U, V all’inizio = v             non iniziali = u

VV all'inizio = vv non iniziali = uu

 

I caratteri gotici da maiuscolo a maiuscolo:

 

J gotico = I

U gotico = V

 

 

CARATTERI SPECIALI E SIMBOLI

 

La lettera & e le altre forme tachigrafiche della congiunzione ‘et’ vengono trascritte come &.

 

La forma sciolta di questo e di altri simboli riproducibili è usata come legame D8, a meno che non corrisponda al titolo uniforme.

I segni non alfabetici ma riproducibili, sono trascritti se possibile come si presentano.

 

Si possono omettere le legature (es: æ e œ per ae e oe), e così la forma grafica particolare della s lunga, se non sono disponibili. Ma se si adoperano, in questo caso sempre con un legame D8 per la forma moderna per facilitare la ricerca.

 

I simboli non riproducibili sono sostituiti dal loro equivalente verbale o dalla loro descrizione fra parentesi quadre, e se necessario si dà una nota esplicativa.

 

Si trattano allo stesso modo, nelle risorse monografiche antiche, le iniziali incise e quelle rappresentate da lettere guida (anche se minuscole per indicare una maiuscola) o soltanto da uno spazio lasciato in bianco. Si segnalano in nota gli ultimi due casi ed eventuali dubbi relativi alla lettera mancante. L'elemento aggiunto a mano, date e nomi, deve essere riportato in precisazione d'inventario e in consistenza d'indice.

 

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. - [2.] edizione
Nota:  Il numero dell'edizione è rappresentato da due quadratini

-

by [E.B.C.]
Nota: Le iniziali dell’Autore. sono rappresentate sul frontespizio. da note musicali

-

*Splinters, historical, sacred and profane, partly from off that standard [oak], our blessed constitution.
Nota: La parola “oak” è rappresentata sul frontespizio da una xilografia dell’albero

 

 -

 

ESEMPLARI INCOMPLETI

 

La descrizione deve riguardare la copia completa, ricavando tutti i dati mancanti -compresi quelli relativi all'indicazione di estensione- da repertori bibliografici.

 

Se non si può ricavare alcuna indicazione dai repertori, è necessario individuare il titolo nell'ambito della risorsa, specificando in nota la fonte o, quando ciò non sia possibile, crearlo a discrezione del bibliotecario, racchiudendolo fra parentesi quadre.

 

Se l'estensione non è ricavabile da repertori, ci si regola mettendo un segno di 'più' rispettivamente per lacune all’inizio e in fine.

 

Se l’esemplare mutilo non presenta numerazione, si indica genericamente 1 volume e si riporta in nota la segnatura preceduta o seguita dal segno di 'più'.

 

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p. +41-200                                  p. 1-200+

-

1 volume
Nota: Le carte possedute hanno segn. +M-2B8

 

 -

La descrizione delle imperfezioni viene registrata esclusivamente nella base dati locali (in Precis. di inv.)

 

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FORME CONTRATTE E SEGNI TACHIGRAFICI

 

Quando siano impiegate lettere modificate o segni non più in uso, che si incontrano di solito nelle risorse antiche (in prosecuzione della tradizione dei manoscritti), si sostituiscono con la forma estesa, per quanto possibile.

 

Sono comprese le abbreviazioni con linea soprascritta o con l’uso di segni speciali (p.es. quelli di forma simile alle cifre arabe 9 e 2), le forme modificate della p e della q, etc.

 

In nota si indica che esistono forme contratte.

 

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aia = anima                                 
cõsequentiarum = consequentiarum
omnib;  = omnibus                        
atq; = atque

-

*Questiones quolibetales ex quattuor Sententiarum voluminibus
Nota: Nel titolo forme contratte
(il titolo comprende due parole in forma abbreviata: S[ente]n[t]iar[um] voluminib[us])

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. - Impressum Venetijs : opera Iacobi Pentij de Leuco, 1506 die 7 Martij
(colophon in cui compaiono due forme abbreviate: Imp[re]ssum Venetijs : op[er]a Iacobi Pentij ...)

 -

 

INIZIALI, SIGLE E ACRONIMI

 

 Come si trovano con o senza punti ma senza spazi. Se però si hanno gruppi contigui di iniziali, ciascun gruppo è staccato, e così le abbreviazioni di due lettere.

 

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S.A.R.                 Ph. D.              M. J.P. Rabaut      par R.F. s. d. C.

 

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INTEGRAZIONI

 

v. par. MD01.3. del modulo delle monografie moderne.

 

 

 

NUMERALI

 

Anche per il materiale antico nell’area del titolo e dell'indicazione di responsabilità e nell’area della pubblicazione (ma non nell’area dell’edizione) i numeri romani si trasformano in arabi con o senza punto a seconda che siano o meno ordinali, ad eccezione dei cronogrammi. le cui lettere con valore numerico vengono date in maiuscolo.

Dell’operazione effettuata si dà notizia in nota.

 

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KL Ianuarius habet dies 31
Nota: Nel titolo il numero 31 è espresso: XXXI

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Le *vite di Leon decimo e d’Adriano 6. sommi pontefici
Nota: Nel titolo il numero 6. è espresso VI

 

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OMISSIONI

 

v. par. MD01.3. del modulo delle monografie moderne.

 

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PARENTESI QUADRE E PARENTESI TONDE

 

v. par. MD01.3. del modulo delle monografie moderne.

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