HomeSOGGETTAZIONE (NUOVO SOGGETTARIO)3. Voci di Appoggio3.C3. CONCEZIONE

3.C3. CONCEZIONE

 

Appartiene alla categoria Cose, faccetta Strumenti

 

Si usa per indicare un modo di concepire, intendere, interpretare qualcosa con l’intelletto, la mente o la fantasia. 

 

Per pareri su argomenti particolari, v. alla voce Giudizi (par. 3.G1.). Per prese di posizioni ufficiali, v. alla voce Posizione (Par. 3.P3.).

 

I termini composti con questa parola si scompongono tutte le volte che l’enunciato di soggetto si esprime con “concezione di, del, etc.”, cioè una azione transitiva con il suo oggetto.

 

La stringa di soggetto segue la costruzione passiva a partire dall’oggetto-meta, seguito da un sintagma composto dall’elemento che esprime l’azione transitiva “concezione”+ l’agente (o anche una aggettivazione che funge da modificatore dell’elemento transitivo, del quale precisa il tipo di concezione).

 

Il concetto chiave può essere una qualsiasi entità, generalmente un concetto astratto, ma può anche trattarsi di un personaggio preso in esame

 

1) Si vuole indicare la concezione espressa a proposito di un argomento da un autore.

La stringa di soggetto segue la costruzione passiva.

L’autore agente viene considerato nella sua interezza senza indicare una sua precisa opera.

 

Stato – Concezione [di] Machiavelli, Niccolò

 

Amore – Concezione [di] Alighieri, Dante

 

2) si vuole esprimere la concezione di un popolo, di una corrente o di un'epoca a proposito di un argomento.

Anche in questo caso la stringa di soggetto segue la costruzione passiva.

Concetto chiave è l’entità oggetto della “concezione”, a cui fa seguito il termine Concezione e il paese come localizzazione.

In altri casi, se la concezione riguarda una corrente, si unisce a questa in un descrittore composto il cui “focus” è modificato da una aggettivazione.

 

Amore - Concezione – Grecia antica

 

Amore - Concezione protestante

 

Politica - Concezione [dei] Cattolici - Stati Uniti d’America - 1980-2006

 

 

N.B.: Per il principio che non si deve ricorrere alla “disambiguazione esplicativa” (v. par. 1.11.1.1.), non si deve mai aggiungere a concetti astratti una qualificazione riguardante discipline, perché il significato comunque non cambia.

Eventualmente in alcuni casi può essere aggiunta la disciplina come descrittore a parte.

 

Felicità – Filosofia  non Felicità <filosofia>

 

Virtù – Teoogia  non Virtù <teologia>

 

Forma non Forma <estetica> senza aggiunta della disciplina

 

N.B.:

 

Non si debbono però mai usare le espressioni: Concezione estetica o Concezione religiosa.

 

Si ricorre alla casistica descritta al par. TEMI (v. par. 3.T1.) quando lo scritto studia semplicemente il ricorrere di un certo tema.

 

E v.a.  alle voci ATTEGGIAMENTO; GIUDIZI; OPINIONE PUBBLICA; PENSIERO; POSIZIONE all’interno del capitolo 3.

 

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