HomeSOGGETTAZIONE (NUOVO SOGGETTARIO)1. Parte Generale1.03. STRUTTURA DEL SOGGETTO

1.03. STRUTTURA DEL SOGGETTO

 

 Dal punto di vista formale il soggetto, come per il passato, è scandito in segmenti separati l’uno dall’altro da un trattino fra spazi, e ogni segmento è rappresentato da un termine semplice o composto che possiamo ancora chiamare descrittore secondo la terminologia dei nostri applicativi.

 

I termini composti sono termini costituiti da più parole (si dice anche che sono termini uniti in un unico sintagma). La prima parola (o nome di testa), del termine composto è detta Focus, e ciò che segue e ne circoscrive o ne modifica il significato è detto Modificatore (anche più di uno). I modificatori possono essere in forma di aggettivo o uniti con preposizione (si parla di modificatori aggettivali e di modificatori prepositivi), e rappresentano la differenza. La differenza quindi è la componente che restringe l’estensione del focus.

 

Tuttavia va fatta una distinzione fra termine composto accettato o scomponibile e il sintagma composto da due termini diversi e indipendenti uniti da un connettivo, che si trova all’interno di un soggetto (Ruolo composto). I connettivi consistono in preposizioni, locuzioni, congiunzioni, che legano un termine della stringa a quello successivo, impiegati in alcune circostanze per chiarire la relazione tra due termini e facilitare così la comprensione della stringa. Il Ruolo composto, pur essendo costituito da termini (semplici o composti) ciascuno con una propria funzione (es. attività e agente, ma anche due azioni transitive), nel suo insieme rappresenta nel contesto della stringa un unico ruolo (v. par. 1.08.1.).

 

Per chiarire la cosa con un esempio, vedere la differenza fra Cani da pastore e Malattie [da] Afidi. In tutti e due i casi si usa la preposizione “da”, ma nel primo caso “da” introduce un “modificatore”, nel secondo caso [da] è un “connettivo” inserito per evidenziare la relazione fra due termini, il primo dei quali esprime un concetto di attività e il secondo funge da agente. Il fatto che si tratti di due termini distinti è sottolineato anche dall’aver scritto l’iniziale del secondo termine con la lettera maiuscola.

 

Norme particolari per il trattamento dei termini composti si trovano al par. 1.09.

 

I soggetti si scrivono con la sola iniziale di ciascun descrittore maiuscola, salvo le eventuali iniziali maiuscole obbligatorie, ad. es. per i nomi propri. È maiuscola inoltre l’iniziale di ogni termine anche all’interno di un  soggetto dopo un connettivo, come detto qui sopra.

 

Le nuove regole, nell’intento di superare quello che poteva essere considerato un certo empirismo, danno indicazioni ben precise che disciplinano da una parte la semantica, cioè la formulazione dei termini, delle loro gerarchie e delle loro relazioni. E la sintassi, cioè la formulazione della stringa di soggetto. I due piani sono strettamente connessi e contribuiscono a formare un linguaggio di indicizzazione.

 

Il primo elemento del soggetto è il concetto chiave che si ricava attraverso l’analisi del documento. I termini che seguono sono messi in una successione che risponde ai criteri suaccennati e che verranno esaminati nel dettaglio nei prossimi paragrafi. Come risultato il concetto chiave ne risulta arricchito nel significato e circoscritto nel tempo e nello spazio. Se necessario si aggiunge la forma intellettuale o la forma bibliografica del documento esaminato e la sua destinazione, nonché la sua forma materiale ad indicarne la natura fisica per documenti pubblicati su supporti diversi (CD-ROM, Audiocassette etc.)

 

Superata la distinzione fra voci principali e suddivisioni, l’ordine di citazione dei termini nella stringa si basa sui ruoli, cioè sulla funzione che questi termini rivestono nel contesto del soggetto.

 

L’individuazione di questi ruoli si basa sull’enunciato di soggetto (v. par. 1.05.) che diviene così un momento importante della soggettazione.

 

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