SA3. AREE
 
 
 
 
   HomeSERIALI E COLLEZIONISA. PARTE COMUNESA4. TRASCRIZIONE

SA4. TRASCRIZIONE

 

 

 

Si riportano qui le norme riguardanti in generale le descrizioni SBN, con l’avvertenza che la casistica riguardante i periodici e, in misura ancora maggiore le collezioni, è molto meno ricca.

 

I singoli elementi sono normalmente trascritti come si presentano nella pubblicazione.

 

In particolare sono conservati come si trovano i segni matematici e gli altri simboli non alfabetici (il titolo con i segni sviluppati, Natura D, è collegato con codice 8 al titolo dell'edizione), i simboli e le formule chimiche, i segni che sostituiscono le parole (trattini, puntini di sospensione etc.), le iniziali puntate (se le iniziali sono all'inizio del titolo, dalla forma con le iniziali sciolte, Natura D, sarà effettuato un legame di codice 8 con il titolo dell'edizione), le abbreviazioni.

 

Se non è possibile riportare segni e simboli così come si trovano, se ne riporta l’equivalente verbale racchiuso in parentesi quadre e si dà una breve spiegazione in nota.

 

 

ABBREVIAZIONI: Le abbreviazioni presenti nell’originale si riportano così come si presentano, se non comportano particolarità grafiche.

 

Le abbreviazioni per troncamento, seguite dal punto, si riportano come si presentano, uniformando l’impiego di maiuscole o minuscole secondo l’uso della lingua. Quando l’uso ammette entrambe le forme si preferisce la minuscola.

 

Abbreviazioni convenzionali comuni da racchiudere fra parentesi quadre sono: [et al.], [i.e.], [S.l.], [s.n.] come specificato nelle varie aree.

Ricordare inoltre che “cm” che, non è una abbreviazione, si scrive senza puntino, a meno che non segua l'area delle note.

La tendenza comunque è a non abbreviare, e spesso abbreviazioni introdotte per un’area, non sono compatibili in altre aree. Così p. (per pagine), ill., e tav. si usano solo in area 5 (area della descrizione materiale), e nelle note se riferite a quell’area; ed. (edizione) in area 2 (area dell’edizione) e nelle note se riferite a quell’area, ma per le lingue che hanno la stessa abbreviazione della lingua italiana, vol. nelle aree 1 e 3 e nelle note se riferite a quelle aree.

 

Inoltre solo per l’area 3: si abbreviano i nomi dei mesi espressi in italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo.

 

Da notare per contro che non si abbreviano mai le parole carte, colonne, e inoltre, per una esemplificazione delle parole che più comunemente si tenderebbe ad abbreviare: appendici, autore, collezione, editore, facsimili, frontespizio, nuova serie, parte, pubblicato (o) pubblicazione, riproduzione, ristampa, supplemento, titolo, traduzione (ma per N. s. e Ed. v. eccezioni al par. SP2.08.02.). - In appendice, par. SA.APP2.,  uno specchietto riassuntivo che raggruppa tutta la casistica qui enunciata.

 

ERRORI: Gli errori dovrebbero essere riportati come si trovano, con forma variante per la forma corretta.

 

Ma per i seriali errori presenti all’inizio e successivamente corretti non si riportano nella trascrizione ma si segnalano in nota (l’errore può essere accompagnato da un punto esclamativo fra parentesi quadre  [!]) e collegati, se necessario, con la notizia corretta con un legame di natura D, codice 8.

 

 

INTEGRAZIONI: Sono date in lingua italiana nelle aree della descrizione materiale e delle note.

 

Nelle altre aree, eventuali interpolazioni (integrazioni, correzioni, etc.) si formulano fra parentesi quadre  nella stessa lingua del contesto, se sono ricavate dalla risorsa, altrimenti si riportano in italiano.

 

In caso di particolari difficoltà o di dubbi sulla forma corretta si usa l’italiano.

 

LINGUE, ORDINE GENERALE DI PREFERENZA

Le norme prevedono in vari casi che tra informazioni equivalenti in lingue o scritture diverse si scelga secondo una preferenza linguistica (o di sistema di scrittura). In questi casi sono preferiti la lingua italiana e l’alfabeto latino.

 

In mancanza di una forma italiana (p.es. di un titolo italiano o di una denominazione in italiano, tra titoli o denominazioni in più lingue) si segue un ordine generale di preferenza tra le lingue:

1) latino; 2) inglese; 3) francese; 4) spagnolo; 5) tedesco; 6) altre lingue romanze (p.es. il portoghese o il romeno); 7) altre lingue in alfabeto latino (p.es. il danese o l’ungherese); 8) greco; 9) russo;

MAIUSCOLE: Indipendentemente dalle scelte grafiche del documento che si possono modificare, sono maiuscole:

 

l’iniziale della prima parola di ogni area;

 

l’iniziale della prima parola di un titolo – compresi i titoli alternativi, i titoli paralleli (si ricorda usati nelle collezioni);

 

l’iniziale dei titoli di parti o sezioni, etc. – in qualunque posizione si trovino, anche all’interno di un elemento;

 

l’iniziale della prima parola dopo un punto che non sia usato come segno di abbreviazione;

 

l’iniziale dei nomi propri e l’iniziale della prima parola di un ente.

 

Inoltre:

 

1) per l’italiano si scrivono con l’iniziale maiuscola:

 

a) gli epiteti in un nome di persona

b) i titoli o qualifiche di persone solo quando ne sostituiscono il nome

c) la prima parola del nome di un ente (e di suoi organi, uffici, etc.), la parola successiva solo se è un sostantivo mentre la prima è un articolo, e di solito anche gli aggettivi derivati da nomi propri che identificano un’istituzione (Biblioteca Malatestiana, Biblioteca Labronica, Biblioteca universitaria Alessandrina, Museo Bodoniano, Galleria Sabauda, etc)

d) le parole Stato e Chiesa quando indicano le istituzioni civili e religiose;

e) i nomi dei popoli (i Sumeri, i Franchi, i Tedeschi, etc.);

f) nei nomi geografici, di solito, tutte le parole significative (Stati Uniti d’America, Unione Sovietica, Santa Margherita Ligure), compresi gli aggettivi sostantivati che indicano un territorio (il Lombardo-Veneto, il Senese, il Napoletano, etc.);

g) i nomi dei periodi e degli eventi storici (il Medioevo, l’Umanesimo, il Rinascimento, il Risorgimento, la Resistenza, la Rivoluzione francese, le Cinque Giornate di Milano, l’Unità, etc., ma non l’unità d’Italia) e i numeri che indicano un periodo di tempo (il Cinquecento, gli anni Trenta, il Sessantotto);

Si scrivono con la minuscola, di solito, i nomi delle correnti politiche, letterarie, artistiche, filosofiche, etc. (socialismo, marxismo, romanticismo, verismo, positivismo, cubismo, etc.) e dei gruppi o movimenti che non costituiscano un’organizzazione identificata da un nome proprio (fascisti, anarchici, impressionisti, etc.).

 

2) per altre lingue, limitatamente a quelle più usuali:

 

a) in latino gli aggettivi e gli avverbi derivati da nomi propri

b) in tedesco, le iniziali dei sostantivi, degli aggettivi derivati da nomi di persona e di quelli in -er derivati da nomi geografici

c) in inglese gli aggettivi derivati da nomi propri, i nomi dei giorni e dei mesi; i nomi delle lingue).

Inoltre per l’inglese si usa la maiuscola per tutte le parole significative (esclusi articoli, congiunzioni e preposizioni) nei nomi di enti e nelle denominazioni formali o convenzionali di documenti come le costituzioni o i trattati.

 

 

NUMERALI: Si impiegano di norma numeri arabi al posto di quelli romani, tranne nell'area della descrizione materiale quando le pagine sono espresse in numeri romani.

 

I numeri ordinali resi in cifre arabe sono seguiti da un punto, salvo nelle indicazioni di sezione dove le cifre arabe non sono seguite dal punto.

 

Se necessario, nei titoli con numeri si crea un legame di codice 8 fra il titolo dell’edizione e quello con il numero sviluppato (nella lingua del frontespizio) (Natura D).

I numerali espressi in parola non si trasformano in numeri puntati (es. secondo, fourth, ma 4th = 4.).

 

 

OMISSIONI: Elementi eccessivamente lunghi possono essere abbreviati, sostituendo le parole omesse con tre puntini fra spazi. Non possono essere abbreviate le prime cinque parole del titolo (più l'eventuale articolo iniziale) utilizzate per la chiave titolo.

 

È opportuno, se possibile, non abbreviare neanche i primi 50 caratteri necessari per l'ordinamento perché l'Indice basa le sue ricerche su questa chiave.

 

 

PARENTESI QUADRE: La parentesi quadra aperta è preceduta da spazio, quella chiusa è seguita da spazio. Le parentesi quadre si aprono e si chiudono all'interno di ciascuna area, ma nell'ambito di un'area possono comprendere più elementi.

 

 

Ma se più elementi adiacenti in una stessa area sono tratti da fonte diverse dalle fonti d'informazione prescritte, ciascuno va racchiuso entro proprie parentesi quadre:

 

1) [S.l.] : [s.n.], 1970

2) [S.l.] : [s.n.], [2008?] 

 

 

Le parentesi quadre sono usate per indicare interpolazioni nella descrizione. In particolare per includere elementi tratti da fonti secondarie, per includere integrazioni, es. [a cura di].

 

Forme ortografiche disusate, arcaiche o dialettali, si trascrivono senza aggiunte.

 

Inoltre nell'area della pubblicazione si usano le parentesi quadre per correzioni di luoghi e date, es. Trevigi [i.e. Venezia], o per date incerte.

 

 

PARENTESI TONDE nel testo: si mantengono, quando si trovano all’interno di un elemento e quando racchiudono un complemento del titolo o un’indicazione di responsabilità, mentre si omettono negli altri casi.

 

 

PARENTESI UNCINATE per qualificazioni dei titoli distintivi (v. alla voce)

 

 

PUNTEGGIATURA dell'edizione: può essere modificata, omessa o integrata quando è necessario per la comprensione del testo.

 

 

SIGLE: Si scrivono senza interspazi ma con i punti, se ci sono, nelle posizioni nelle quali si trovano sui documenti.

 

Si segue il documento anche per l’uso delle maiuscole per una o più lettere della sigla. Per il trattamento vedi rispettivamente i par. SC2.05.1.3., SC2.05.2. per le collezioni e SP2.05.1.3. e SP205.2. per i seriali.

 

La scelta di adottare la sigla come titolo o complemento del titolo dipende dalla rilevanza che assume sul frontespizio rispetto alla forma estesa, se presente; per il trattamento si rimanda ai par. SC2.05.1.3.1. per le collezioni e  SP2.05.1.3.1. per i seriali.

 

 

TRATTINO: viene omesso tra una parola e il suo prefisso nel titolo e nel complemento del titolo ritenuto significativo. La parola è trascritta come una sola. Si mantiene fra due date. Si mantiene anche fra due parole considerate separate, ad es. Almanacco-guida.

 

 

VIRGOLETTE nel testo: si mantengono quando è necessario per la comprensione o per non distorcere il significato del titolo, altrimenti si omettono.

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